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Focaccia con lievito madre: scambiare la lievitazione

Di Marco Freire7 min di letturaAggiornato 2026-08-24

Una focaccia dorata piena di fossette con una mollica alta e aperta, tutta bolle irregolari, appena sfornata su carta forno con un filo d'olio d'oliva in superficie.
La stessa mollica aperta, ma la spinta arriva dalla pasta madre.

Sì, si può fare, ed è uno degli usi migliori che puoi trovare per una pasta madre. La focaccia è un impasto bagnato, unto e ad alta idratazione che non chiede altro che tempo e gas, e la pasta madre gli dà entrambe le cose in abbondanza. Non stai imparando una ricetta nuova: stai facendo la solita focaccia e cambiando soltanto chi la fa lievitare. Il lievito di birra esce di scena, il lievito madre entra.

La cosa importante da capire subito è che questo è uno scambio di lievitazione, non un'altra ricetta. L'impasto è lo stesso, la teglia è la stessa, le fossette e la salamoia sono le stesse. L'unica differenza vera è il tempo: la pasta madre lavora più piano del lievito di birra, quindi la focaccia con lievito madre si programma su una lievitazione lunga, di solito una notte. E questo, per un impasto così bagnato, è un vantaggio e non una scomodità.

Cosa cambia davvero, e cosa no

Se sai già fare la focaccia con il lievito di birra, sai già fare quasi tutta questa. La guida completa alla focaccia copre gli stili, gli impasti e gli errori più comuni, e niente di quello cambia quando passi alla pasta madre. Le pieghe di rinforzo restano, l'olio nella teglia resta, le fossette premute fino in fondo restano, la salamoia versata prima della cottura resta.

Quello che cambia è solo la porzione di lievitazione. Al posto di qualche grammo di lievito di birra metti un pugno di pasta madre attiva e matura, e al posto di un paio d'ore aspetti una notte. Il resto della formula in grammi non si tocca. Per questo conviene pensarci come a una sostituzione: togli un ingrediente e ne metti un altro al suo posto, senza riscrivere il metodo.

C'è una condizione sola ma non negoziabile: la pasta madre deve essere attiva e matura. Va rinfrescata qualche ora prima, deve essere salita vicino al suo picco, gonfia e piena di bolle, con la cupola in cima. Una pasta madre appena tirata fuori dal frigo, pigra e sgonfia, non ha la forza per far salire un impasto bagnato, e il risultato è quasi sempre una focaccia densa. Questo vale sia che tu usi un lievito madre solido sia che tu usi un li.co.li., la versione liquida a idratazione più alta: cambia la consistenza, non la regola.

Quanto lievito madre

La pasta madre qui fa il lavoro che faceva il lievito: più ne metti, più veloce va; meno ne metti, più lenta va e più sapore sviluppa. Un intervallo comune e affidabile è tra il 10 e il 20 per cento di pasta madre attiva sul peso della farina, come lavorano ricette di riferimento tipo la focaccia con pasta madre di The Perfect Loaf e la sourdough focaccia di King Arthur Baking. Dentro quell'intervallo scegli in base a quanto tempo hai e a quanto acido lo vuoi.

Pasta madre (sul peso della farina)PassoCosa aspettarsi
~10%Più lentaLievitazione più lunga, sapore più profondo e un filo più acidulo
~15%MediaLa scelta affidabile per una notte, equilibrio tra tempo e gusto
~20%Più veloceLievitazione più corta, sapore più delicato e meno acido

Se è la prima volta, parti dal 15 per cento: è la dose che sta bene con una notte normale, né troppo lenta né troppo spinta. Il 10 per cento è per chi vuole più aroma e ha tutta la notte davanti; il 20 per cento per chi ha meno ore o preferisce un gusto più gentile. Nessuno di questi numeri è sbagliato: cambiano solo la finestra dei tempi e il carattere del sapore.

Programmare la notte

Il ritmo della focaccia con lievito madre è semplice: impasti la sera, lasci fare una lievitazione lunga e lenta, cuoci il giorno dopo. L'impasto è bagnato e poco lievitato, quindi è il tempo a fare quasi tutto il lavoro al posto tuo mentre dormi. Non è una tecnica più difficile, è solo distribuita su due giorni invece che su un pomeriggio.

Uno schema che funziona bene è questo. La sera impasti, aggiungi la pasta madre matura e fai due o tre giri di pieghe di rinforzo nella prima ora. Poi lasci partire la lievitazione in massa per la notte. Il giorno dopo rovesci l'impasto in teglia unta, lo lasci rilassare e riprendere aria, fai le fossette, versi la salamoia e cuoci.

La variabile che pesa di più è il calore. In una cucina fresca la pasta madre va più piano, in una cucina calda va più veloce, quindi non fissarti sull'orologio ma guarda l'impasto. In piena estate, con la cucina calda, la scelta più sicura è far maturare l'impasto in frigo per la notte: il freddo rallenta la fermentazione e allarga la finestra, così eviti di trovare al mattino un impasto che è già andato oltre. La lievitazione a freddo è anche più comoda, perché un impasto freddo è più sodo e meno appiccicoso da rovesciare in teglia.

Questa idratazione alta è esattamente ciò che rende l'impasto adatto alla lunga lievitazione: più acqua vuol dire più estensibilità e più gas trattenuto durante tutte quelle ore. Se vuoi capire come gestire un impasto così molle nel dettaglio, le pieghe e il passaggio dalla ciotola alla teglia, la focaccia ad alta idratazione è la pagina che scende in quei particolari. Qui il punto è solo che l'acqua alta e la lievitazione lenta della pasta madre vanno d'accordo per natura.

Leggere l'impasto, non l'orologio

Con la pasta madre i tempi non sono mai fissi, perché dipendono da due cose che cambiano ogni volta: quanto è vivace la tua pasta madre e quanto è calda la stanza. Per questo l'unica guida che non ti tradisce è l'impasto stesso. Impari a leggere due momenti, e il resto viene da sé.

Dopo la lievitazione in massa l'impasto deve essere cresciuto in modo evidente, arioso e pieno di bolle in superficie e lungo i bordi della ciotola. Se è ancora fermo, basso e senza bolle, non è pronto: dagli altro tempo, oppure la prossima volta usa una pasta madre più vivace o una dose più alta. Se invece è gonfio, tremolante e pieno di bolle, sei nel punto giusto.

Dopo la lievitazione finale in teglia cerchi la stessa cosa in piccolo: l'impasto deve essere gonfio e ballerino, che si muove quando scuoti la teglia. A quel punto le fossette affondano morbide e restano. Se l'impasto si affloscia e sembra andato troppo avanti, la prossima volta accorci i tempi o abbassa un po' la dose di pasta madre. La lievitazione a freddo perdona di più questi errori, perché la finestra in cui l'impasto è pronto resta aperta più a lungo.

E se la focaccia viene densa, la spiegazione è quasi sempre una di due: la pasta madre non era attiva davvero quando l'hai usata, oppure è mancato il tempo. Non è una questione di ricetta sbagliata. Rinfresca la pasta madre e usala al picco, dai all'impasto tutte le ore che chiede, e la stessa formula ti restituisce la mollica alta e aperta che cerchi.

Domande frequenti

Si può fare la focaccia con lievito madre? Sì, ed è uno degli usi migliori per la pasta madre. La focaccia è un impasto bagnato e ad alta idratazione che ama le lievitazioni lunghe, esattamente il terreno in cui la pasta madre lavora meglio. È uno scambio di lievitazione: stessa ricetta, cambia solo chi fa salire l'impasto.

Quanto lievito madre serve per la focaccia? Un intervallo comune è tra il 10 e il 20 per cento di pasta madre attiva e matura sul peso della farina. Circa il 15 per cento è la scelta affidabile per una lievitazione di una notte; il 10 per cento va più piano e dà più aroma, il 20 per cento va più veloce e resta più delicato.

Serve ancora il lievito di birra se uso la pasta madre? No, se la pasta madre è attiva e matura fa lei tutto il lavoro. Alcuni aggiungono un pizzico di lievito di birra come rete di sicurezza quando non sono sicuri della forza della pasta madre, ma non è necessario: una pasta madre sana e al picco solleva l'impasto da sola.

Quanto tempo ci vuole per la focaccia con lievito madre? Molto più che con il lievito di birra, ed è normale. La sera impasti e fai le pieghe, poi lasci la lievitazione in massa per la notte, e il giorno dopo metti in teglia, fai le fossette e cuoci. I tempi esatti dipendono dalla forza della pasta madre e dal calore della cucina, quindi guarda l'impasto e non l'orologio.

Perché la mia focaccia con lievito madre viene densa? Quasi sempre per uno di due motivi: la pasta madre non era davvero attiva quando l'hai usata, oppure è mancato il tempo di lievitazione. Rinfresca la pasta madre e usala quando è gonfia e al picco, e lascia che l'impasto cresca finché non è arioso e pieno di bolle prima di cuocere.

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