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Farina

Farina di farro dicocco: tante proteine, poca forza

Di Marco FreireAggiornato 2026-07-30

Il farro dicocco ha molte proteine, ma un glutine fra i più deboli del panel. Non è una contraddizione: la proteina dice quanta, non come. Da qui l'impasto molle ed estensibile, e il motivo per cui il dicocco brilla in miscela, non da solo.

Ciotola di farina di farro dicocco su un piano di legno chiaro, con alcuni chicchi accanto

In sintesi

Forza (W)
non rilevato
Proteine
da 12% a 18% *
Assorbimento
non rilevato
Stabilità
non rilevato
Ceneri
da 1.27% a 1.7%
Origine
Crescente Fértil; um dos primeiros cereais domesticados, há cerca de 10.000 anos. Hoje sobretudo na Itália (Garfagnana, Monteleone di Spoleto), com lavoura pequena no resto da Europa
Grano
Triticum dicoccum (turgidum subsp. dicoccum), trigo vestido e tetraploide (2n = 4x = 28); é o farro médio da tríade italiana e o ancestral direto do trigo duro

Le fonti non concordano. Il dicocco è una farina ricca di proteine: gli studi vanno dal 12% al 18% secondo la cultivar e il metodo, e questo trae in inganno chi legge la proteina come sinonimo di forza. Il numero che conta è un altro: il rapporto fra gliadina e glutenina è 4,9 nel farro contro 2,5 del grano tenero, con la glutenina, la proteina che dà elasticità, più bassa di tutto il panel. Tanta proteina, quindi, ma glutine debole: impasto molle, molto estensibile, che si strappa e non trattiene il gas.

Come si chiama in ogni paese

PaeseSi chiama
Englishemmer (Reino Unido); nos EUA o rótulo costuma dizer farro, termo que lá cobre os três trigos vestidos
Portuguêstrigo emmer, quase sempre pelo nome em inglês; no varejo brasileiro chega como farro importado, de loja italiana ou de produtos naturais
Italianofarro medio / farro dicocco. Na Itália farro sozinho pode ser qualquer um dos três: peça dicoccum. As IGP Farro della Garfagnana e Farro di Monteleone di Spoleto são dicoccum
Françaisamidonnier. Petit épeautre é einkorn e grand épeautre é a espelta: nenhum dos dois é amidonnier
Españolescaña mayor / farro. Não confundir com escanda (espelta, nas Astúrias) nem com escaña menor, que é o einkorn

A che cosa serve

In miscela, dal 25% al 50% con una buona farina da pane. È lì che il dicocco dà il meglio: porta il suo sapore di nocciola, dolce e rustico, e la ricchezza dell'integrale (fibra e minerali), mentre la farina da pane mette la struttura che al farro manca.

Pagnotte basse, pani in cassetta, focacce, piadine, biscotti e frolle: tutto quello che vive dentro uno stampo o si stende sottile, dove è la teglia a fare da parete.

E al 100% farro, sappi cosa esce: un pane denso, basso, saporito e nutriente, di quelli antichi. Vale la pena farlo almeno una volta, per capire il grano.

Come sostituirla

Non è un sostituto uno a uno della farina da pane. Se prendi la tua ricetta e cambi solo il sacco, ti ritrovi un impasto che si affloscia. Parti dalla miscela: sostituisci un quarto o al massimo la metà della farina forte con il dicocco, e tieni il resto com'è.

Al posto della semola, in una ricetta di grano duro, il dicocco entra bene: sono parenti stretti, cambia il colore ma resta in famiglia. Dove non lo puoi mettere è al posto di una farina forte in un impasto che deve gonfiare e stare in piedi da solo: lì il cambio non regge.

Quando non usarla

Tienila lontana dai pani a mollica aperta e alta, la baguette alveolata e la ciabatta, dove tutto il gioco è una maglia forte che imprigiona grosse bolle: quelle bolle il dicocco non le trattiene.

Fuori discussione anche gli impasti laminati, il cornetto e la pasta sfoglia, che chiedono un glutine forte ed elastico da tirare in fogli sottili senza romperlo. Ogni volta che la ricetta vive di forza e di elasticità, questa non è la farina giusta.

Come usarla

Meno acqua di quanta ne metteresti d'istinto: il glutine debole non regge le idratazioni alte, e un impasto troppo bagnato diventa una colla. Impasta poco e con le mani leggere, giusto il tempo di unire: ogni minuto in più smonta invece di costruire.

Non aspettare il raddoppio. Il dicocco lievita ma non gonfia come il grano tenero, e a cercare il raddoppio lo mandi in eccesso. Guarda l'impasto, non l'orologio, e infornalo quando è cresciuto di un buon terzo.

E dagli uno stampo: in cassetta o dentro una teglia, la parete fa la struttura che la maglia non fa, e la pagnotta esce alta invece di allargarsi.

Come sceglierla quando la compri

Qui l'etichetta è una trappola: farro da solo copre tutte e tre le specie della triade, e non ti dice quale hai in mano. Cerca la parola dicocco, oppure farro medio.

Attento anche al farro perlato: è il chicco lucidato da cuocere in zuppa o in insalata, non la farina, e i due non si scambiano.

Se scegli la macinata a pietra, ottima per sapore perché tiene il germe, comprane poca per volta: il germe porta grassi che irrancidiscono, e in dispensa la farina integrale sa di vecchio in fretta.

La storia

Il farro dicocco è uno dei primi cereali che l'uomo ha addomesticato: circa 10.000 anni fa, nella Mezzaluna Fertile. È il farro medio della triade italiana, quello che sta in mezzo fra il farro piccolo (il monococco) e il farro grande (la spelta), e in botanica si chiama Triticum dicoccum. È un frumento vestito (la gluma va tolta al mulino) ed è tetraploide: 28 cromosomi, il doppio del monococco.

C'è un legame che spiega molto del suo carattere: il dicocco è l'antenato diretto del grano duro, tutti e due Triticum turgidum. Da qui la parentela con la semola (/farinhas/semolina/), la farina gialla del grano duro. La spelta (/farinhas/spelt-flour/) e il monococco (/farinhas/einkorn-flour/) restano invece i cugini, gli altri due farri della triade.

Per Roma il dicocco era la base della tavola. Si chiamava far, e da lì viene la parola farina. Oggi il farro è soprattutto una faccenda italiana, e due presìdi lo portano avanti con la IGP: il Farro della Garfagnana, in Toscana, e il Farro di Monteleone di Spoleto, in Umbria, tutti e due dicocco.

Domande frequenti

Il farro dicocco è uguale alla spelta o al farro generico?
No, e vale la pena tenerlo a mente quando compri. In Italia farro è un nome che copre tre specie diverse: il farro piccolo è il monococco, il farro medio è il dicocco, il farro grande è la spelta. Tre grani con tre comportamenti diversi in impasto: la spelta è la più forte, il dicocco sta nel mezzo, il monococco è il più debole. Quando sul sacco c'è scritto solo farro, cerca la specie.
Posso fare un pane 100% farro?
Sì, si può, ma sappi cosa esce: un pane denso e basso, con la mollica fitta, saporito e rustico. Il glutine debole non trattiene abbastanza gas per una pagnotta alta e ariosa. Usa poca acqua, un impasto corto e uno stampo, e non aspettare il raddoppio. Se vuoi un pane che sale, tienilo in miscela con una farina da pane: dal 25% al 50% di dicocco è il punto giusto.
Il farro contiene glutine? Va bene per i celiaci?
Il farro contiene glutine, come tutti i frumenti. Non è adatto ai celiaci né a chi ha una sensibilità o un'intolleranza al glutine: il fatto che sia un grano antico non lo rende sicuro. Con una diagnosi di celiachia si evita, senza eccezioni.
Che differenza c'è tra farro e grano tenero in cucina?
Il grano tenero ha un glutine forte ed elastico, fatto per gonfiare e restare in piedi: pane alto, mollica ariosa. Il farro ha tante proteine ma un glutine debole, molto estensibile e poco elastico, e dà impasti molli che si stendono bene ma non trattengono il gas. In pratica il grano tenero fa il pane alto e la pizza gonfia; il farro porta sapore, colore rustico e nutrizione, meglio in miscela o in forme basse.

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