Farina
Farina di farro monococco: tante proteine, quasi nessuna forza
Ha più proteine di una farina di grano tenero e una forza di 40, sette volte meno del tipo 2 dello stesso mulino. Il motivo è che gli manca un intero genoma, e con esso la glutenina che chiude la maglia. In cambio dà la mollica gialla che il grano tenero non dà.

In sintesi
- Forza (W)
- da 40 a 47
- Proteine
- da 13% a 16.7% *
- Assorbimento
- da 52% a 59%
- Stabilità
- da 1 min a 1.8 min
- Ceneri
- da 0.6% a 0.9%
- Origine
- montanhas de Karacadağ, sudeste da Turquia, domesticado há cerca de 10.000 anos; hoje em lavoura pequena na Itália, na Haute Provence e na Turquia
- Grano
- Triticum monococcum, trigo vestido e a única espécie diploide de trigo: 2n = 2x = 14, contra os 42 cromossomos do trigo comum
Le fonti non concordano. Le proteine del monococco dipendono da dove le misuri: 13% sulla sostanza secca in una farina setacciata italiana, il chicco intero dell'USDA dà 15,1 g per 100 g, quasi 17% portato alla sostanza secca, fino al 16,7% su linee selezionate contro il 10,5% di un grano da pane. Ma il numero che descrive la farina è un altro: sulla stessa scheda in cui un mulino piemontese dichiara 14% di proteine, il glutine secco è 6%. È quella distanza a spiegare tutto.
Come si chiama in ogni paese
| Paese | Si chiama |
|---|---|
| English | einkorn (EUA e Reino Unido), no rótulo como einkorn wheat flour ou whole einkorn flour |
| Português | trigo einkorn, quase sempre com o nome em inglês ou como monococco; no Brasil é farinha importada, de loja especializada |
| Italiano | farro monococco (ou farro piccolo). Enkir é marca registrada do Mulino Marino, não sinônimo; farro sozinho no rótulo não garante monococco |
| Français | petit épeautre (ou engrain), com IGP Petit épeautre de Haute Provence desde 2009 e IGP para a farinha desde 2010. Grand épeautre é outra espécie: a espelta |
| Español | escaña, com ñ (às vezes escanda menor ou espelta pequeña). Cuidado: escanda, com d, é usada nas Astúrias para vender espelta. Muita marca só escreve einkorn |
A che cosa serve
Focaccia in teglia, piadine, crespelle, biscotti, pasta frolla e torte. Tutto quello che si stende basso o vive dentro uno stampo, dove è la parete della teglia a fare la struttura che qui il glutine non fa.
E c'è il motivo per cui vale il prezzo: il colore. Il pigmento giallo sta fra 8,7 e 11,3 mg/kg sulla sostanza secca, contro 1,0 di un grano da pane misurato nello stesso esperimento. È soprattutto luteina, e la mollica esce gialla come se ci fosse un uovo: in una focaccia sottile il colore si vede al taglio e in superficie.
In miscela, dal 20% al 30% in un impasto di grano tenero, porta colore e sapore senza togliere forza.
Quando non usarla
Pagnotte alte, lievitazioni lunghe, alte idratazioni e le 24 ore di frigorifero. Il W di questa farina è 40: lo dichiara il Molino Grassi sulla scheda tecnica del suo monococco, e due cultivar italiane registrate danno 39,8 e 47,0 in laboratorio. Lo stesso mulino, nello stesso formato di scheda, dichiara W 280 per il grano tenero tipo 2.
E niente impasti lunghi: la stabilità al farinografo va da 1,0 a 1,8 minuti, contro i 9,0 del tipo 2 della stessa casa. Superato quel punto l'impasto si affloscia e non torna più.
Come usarla
Meno acqua di quanta ne metteresti d'istinto. L'assorbimento dichiarato sta fra 52% e 59%, e la parte alta della forbice è farina semi-integrale, che tira acqua per via della crusca. Su una focaccia il 60% è il tetto, con il grano tenero saresti al 75%.
Il monococco assorbe piano: nei primi due minuti l'impasto sembra asciutto e subito dopo rilascia acqua. Chi in quella finestra aggiunge farina si ritrova una focaccia dura.
Impasta tre minuti e fermati. Niente pieghe in puntata, niente formatura in tensione, niente pirlatura: ogni gesto che con il grano tenero costruisce struttura, qui la smonta. E l'impasto corto protegge anche il colore.
La storia
Il monococco è il primo grano addomesticato: il genoma pubblicato su Nature nel 2023 colloca l'origine attorno al Karacadağ, nel sud-est della Turchia, circa 10.000 anni fa. Ed è rimasto quello che era, l'unica specie di grano diploide, 2n = 2x = 14 cromosomi, contro i 42 del grano tenero.
Poi ha perso. È un grano vestito, la gluma resta attaccata al chicco e va tolta al mulino con un passaggio in più, e rende poco per ettaro. La maglia che non regge ha fatto il resto, man mano che il pane diventava alto e industriale. Oggi resta in coltivazioni piccole, fra Piemonte e centro Italia, nella Haute Provence e in Turchia.
In Francia ha ottenuto quello che in Italia non ha: il petit épeautre de Haute Provence porta una IGP sul chicco dal 2009 e una sulla farina dal 2010, con Triticum monococcum scritto nel disciplinare e coltura sopra i 400 metri di quota. In Italia riconoscerlo tocca a chi legge il sacco.
Domande frequenti
- Farro monococco e farro spelta sono la stessa cosa?
- No, e la differenza è di specie, non di calibro. Il monococco è diploide, 14 cromosomi; la spelta è esaploide, 42 cromosomi, e fra questi c'è il genoma D che al monococco manca. Da lì il resto: il monococco è ancora più debole, ha la mollica gialla che la spelta non ha, ed è quello con il W dichiarato più basso del catalogo, 40.
- Il farro monococco va bene per chi è celiaco?
- No. Il monococco ha glutine, e l'etichetta dei mulini dice di evitarlo in caso di celiachia. Vero è che gli manca il genoma D, e con esso il frammento 33-mer, il più aggressivo nella celiachia, e che in vitro le sue gliadine si degradano più di quelle del grano duro. Marketing è chiamarlo il grano che i celiaci possono mangiare: uno screening su 208 genotipi pubblicato su Food Chemistry nel 2022 non ha trovato nessuna linea sicura. Con una diagnosi di celiachia si evita.
- Sul sacco c'è scritto farro: è monococco?
- Non è detto, ed è la trappola numero uno del mercato italiano: farro da solo copre monococco, dicocco e spelta, tre specie con tre comportamenti diversi. Cerca la parola monococco, oppure farro piccolo. E occhio a Enkir: è un marchio registrato del Mulino Marino, un prodotto preciso, non un sinonimo del grano.
- Posso sostituire la farina di grano con il monococco?
- In miscela sì, dal 20% al 30%, e ci guadagni colore e sapore senza perdere struttura. Al 100% cambia la ricetta, non solo la farina: si resta in teglia, si scende con l'acqua, si impasta tre minuti e si accorciano le lievitazioni. Una pagnotta alta di solo monococco si allarga invece di salire.